• dal 25 luglio al 25 agosto, il campo base dell'Alpitrek si trova oltre le Grange di Valle Stretta. Si parte per escursioni e Grande Randonnèe e si rientra all'accampamento.

  • campo mobile a fine inverno. ogni anno l'itinerario attraversa val Sangone e Val di Susa per raggiungere la neve del Colombardo senza perdere d'occhio la Sacra di San Michele

I Quaderni dell'Alpitrek n°19

I Quaderni dell'Alpitrek n°19


Gentili  lettori questa rivista è fatta con i nostri mezzi, mezzi che materialmente sono miseri, molto miseri; il fatto che questa miseria sia in buona parte voluta è piuttosto importante, vi sono anche altri fattori tipo la pigrizia e la poca voglia di "sbattersi” e soprattutto il volersi tenere lontano dall’economia, per l’ak è fondamentale il distacco dall’attività commerciale e non per questioni morali ma solo per fattori estetici sia ben chiaro, tutti devono vivere e al mondo forse c’è spazio per tutti,  noi dobbiamo frequentare la totalità dell’essenziale per sopravvivere; il rapporto tra esigenze e schiavitù è evidente come il fatto che vivere con una certa libertà dipende dalla lontananza dall’avidità, in effetti la formula francescana del meno hai meglio stai è fondamentale, non abbiamo inventato un bel niente San Francesco insegna poeticamente il concetto e Socrate l’aveva spiegato ancor prima senza parlare dei Monaci Lamaisti.
Come non bastasse non vogliamo convertire e convincere nessuno, questa rivista difatti è solo racconto di umane avventure limitate e misere.
Ma possiamo farlo perché non dipendiamo dall’economia.
Ma
solo da amici, camerati, compagni che lasciando da parte le loro specifiche Fedi, non sono collaboratori sono solo cantastorie
ma
se le loro storie  fossero politicamente corrette non belle o divertenti qui non sarebbero pubblicate
questa rivista è lo specchio delle nostre contraddizioni, molte e grandi, esiste solo in rete ma è fatta con il vecchio stile, quello antico, di carta, ancora con la copertina accuratamente scelta, schiacciando l’occhio al lettore senza fregarlo del tutto.
Alcuni nostri maestri sono morti come Lucio Lami e Mario Palumbo, è di Mario l’impostazione e il titolo, altri son ben vivi come Mario Gennero, il Maresciallo Blasio, Franco Faggiani  e Andrea Mischianti a loro siamo grati per quello che hanno insegnato.